3 March 2012, News
Musica e streaming

La musica di Apple diventa intelligente

In progettazione un formato adattabile a dispositivo e banda disponibile

Foto garageolimpo (CC BY-NC-ND 2.0)

Il 7 marzo Apple prensenterà la nuova generazione di iPad, la terza. Blog e quotidiani online sono in subbuglio da giorni e come di consueto si rincorrono indiscrezioni di ogni genere sulle novità tecniche che potranno essere introdotte. A partire dalla possibilità che venga eliminato il pulsante “Home”, l’unico presente sui dispositivi touch dell’azienda di Cupertino, le notizie sul feticcio dell’informatica si sprecano.

In una recente news sul Guardian nella sezione “Technology” però si può leggere una di quelle indiscrezioni che danno un senso al rimbalzo continuo di novità e rumors in Rete. Charles Arthur riporta voci interne all’azienda californiana – peraltro non confermate –  secondo cui sarebbe in progettazione un nuovo formato per file musicali, adattabile alle capacità del dispositivo sul quale questi verrebbero utilizzati ed in grado di riconoscere l’ampiezza della banda disponibile sulla rete cui tale device è collegato.

Per i fortunati utilizzatori di iTunes Match ma anche per i soli ascoltatori di musica in streaming, un’innovazione simile avrebbe una rilevanza fortissima in termini di quantità di dati utilizzata nel piano di costo mensile. Se questo infatti non è un problema per le connessioni flat casalinghe, la fruizione di contenuti multimediali dallo smartphone può rappresentare sovente una questione di difficile gestione in termini di sforamento dei limiti imposti dal gestore telefonico.

L’idea del formato adattabile garantirebbe una certa flessibilità nella disponibilità pressochè immediata della musica su iCloud. Nonostante i progressi nell’implementazione della disponibilità di banda per dispositivi mobili, una maggiore interazione tra i dispositivi e i gestori rappresenterebbe una boccata d’ossigeno nell’ambito del traffico dati Internet. Non solo. Se il formato venisse finalmente implementato sui nuovi dispositivi mobili di prossima produzione Apple (compreso il tanto atteso iPhone 5), la già altissima quota di mercato dell’impresa fondata da Jobs e Wozniak si estenderebbe ancor di più, lasciando i concorrenti al palo per l’ennesima volta in campo discografico.

Fonti interne Apple non confermano e non smentiscono l’indiscrezione che pare comunque molto attesa dagli addetti al settore. In un confronto tra formati infatti, non sarebbe più necessario preoccuparsi della qualità dei file ottenuti ma fare solamente caso al device che si utilizza. Ecco perchè allora in futuro la casa discografica, in fase di upload su iTunes Store, dovrebbe fornire la versione qualitativamente più alta delle canzoni da distribuire, lasciando al distributore online la facoltà di rendere disponibile formati diversi, adattati alle esigenze di banda e dispositivo.

Può essere, questa, una buona strategia per attrarre nuovi consumatori verso l’acquisto di musica digitale? Secondo Arthur la risposta è positiva. Rimane però da capire se lo streaming “adattabile” sia un’esigenza percepita in questo senso anche dal mercato o se altrimenti rimanga, almeno per la fase di introduzione, una questione interessante solo per gli addetti ai lavori.
Per quello che riguarda l’Italia una previsione giusta si può fare: il consumatore dello Stivale non potrà utilizzare, almeno nel prossimo futuro, Spotify ed iTunes Match, possiede mediamente due smartphone ma non li sa usare ed il suo rapporto con Internet e con l’inglese è conflittuale; se l’innovazione Apple dovesse essere messa in pratica, gli italiani perderebbero ulteriore terreno nel campo dell’innovazione tecnologica oltre che nel consumo di musica digitale.

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